Il futuro europeo del Chelsea passa da Strasburgo, quasi 800 chilometri lontano di Londra. La BlueCo, la società fondata sul consorzio Todd Boehly-Clearlake Capital che governa i Blues, è infatti proprietaria del club francese dal 2023, quando aveva pagato 76,3 milioni di euro per una quota del 99,97% delle azioni. L’obiettivo era semplice: farne un club satellite. Il meccanismo lo conosciamo. Dal City Football Group all’universo Red Bull, passando per la holding che controlla Union Saint-Gilloise e Brighton, le multiproprietà su scala internazionale – soprattutto quelle con base in Inghilterra – sono ormai tantissime. C’è però un problema, con cui fare i conti: lo Strasburgo è in piena lotta per entrare nelle coppe europee, al momento è sesto e accusa solo tre punti di ritardo dal Marsiglia. Che è terzo in classifica e in questo momento sarebbe qualificata alla prossima edizione della Champions League, Proprio come il Chelsea, al momento quarto in Premier League.
Le norme UEFA stabiliscono che «nessuna persona fisica o giuridica può avere ‘controllo o influenza decisiva’ su più di un club» che partecipa alla stessa competizione europea. Se Chelsea e Strasburgo si qualificassero entrambe per la stesso torneo e nessuno dei due cambiasse l’assetto proprietario, solo uno potrebbe partecipare. Facciamo un po’ di esempi. Se le due squadre dovessero centrare la Champions, una sarebbe costretta a retrocedere in Europa League. Se dovessero qualificarsi entrambe per l’Europa League, una scalerebbe automaticamente in Conference. In caso di qualificazione univoca alla terza competizione Uefa, invece, una dovrebbe rinunciare a parteciparvi.
Ok ma come si fa a scegliere chi fa la coppa migliore? Dipende da chi chiude più in alto nel campionato nazionale. Se lo Strasburgo finisce terzo e il Chelsea quarto, lo Strasburgo va in Champions League e il Chelsea in Europa League. Se terminano con lo stesso piazzamento, il paese con il miglior coefficiente UEFA ha la priorità. In questo caso, il Chelsea, perché il ranking della Premier League è migliore di quello della Ligue 1. Qualora la squadra di Maresca dovesse entrare in Europa League attraverso la vittoria della Conference e anche lo Strasburgo occupasse uno dei posti in Europa League in Francia, la decisione verrebbe comunque presa in base a chi ha fatto meglio in campionato.
Come detto, ora lo Strasburgo è al sesto posto della Ligue 1: un piazzamento che al momento significa qualificazione in Conference League, ma che potrebbe bastare per andare in Europa League se il Psg sconfiggesse in finale di Coppa di Francia il Reims. La situazione è quindi piuttosto ingarbugliata, esattamente come quelle che in passato hanno riguardato altri club appartenenti a multiproprietà: il Salisburgo, il Girona e il Nizza, che rispettivamente fanno capo alle proprietà del Lipsia, del Manchester City e del Manchester United. Per regolarizzare la loro posizione, la Red Bull, il City Football Group e INEOS hanno seguito due strade diverse: i vertici dell’energy drink austriaco sono “usciti” dal board del Salisburgi, figurando solo come sponsor; le proprietà di Man City e Man United, invece, hanno concordato di mettere la governance di Girona e Nizza in un trust cieco per la stagione 2024/25. Le azioni saranno quindi di nuovo trasferite ai rispettivi gruppi l’1 luglio. Una strada percorribile anche dalla BlueCo, ma dovranno esserci degli inevitabili cambi a livello di management dirigenziale; inoltre, i giocatori che non potrebbero più trasferirsi in prestito o a titolo definitivo da una squadra all’altra con la stessa facilità.
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