Siamo nel bel mezzo di un’era in cui lo sport è al centro del discorso mediatico ed economico, quindi è un fatto politico. Spesso questa condizione ci porta a dimenticare, o comunque a trascurare, l’essenza stessa della pratica sportiva, che rappresenta uno dei vettori/collanti sociali più potenti in assoluto, soprattutto quando riguarda e quindi coinvolge le attività di base, i giovani, le istituzioni formative. Investire proprio in quest’ambito è fondamentale, anzi è un vero e proprio dovere civico: attraverso lo sport, infatti, è possibile trasmettere e condividere valori universali come la sana competitività, il rispetto per le persone anche se si tratta di avversari, l’accettazione della sconfitta.
È per via di tutto questo che Rivista Undici, nell’ambito delle attività per il decennale dalla sua fondazi0ne, ha deciso di sostenere il progetto “Sprint for Good”, organizzato da Fondazione Laureus e Raptors Milano. L’idea alla base di questa iniziativa è solo apparentemente semplice, ma in realtà ha un significato gigantesco: partire da una scuola alla periferia di Milano per proporre corsi gratuiti di atletica leggera, e poi in seguito creare un percorso di formazione, gare ed eventi finalizzato alla diffusione della cultura sportiva. Alla presenza, per altro, di un campione olimpico come Filippo Tortu.
Siamo all’inizio della seconda fase del progetto, quella della formazione. Nella prima, quella della preselezione, oltre 1000 studenti si sono ritrovati nella scuola media dell’Istituto Iqbal Masih di Pioltello, Milano, per partecipare a delle gare di corsa campestre: qui sono stati individuati 120 ragazze e ragazzi con grande potenziale, che in seguito sono diventati 50 dopo delle sfide supplementari basate sulla velocità e su altre skills. Gli alunni selezionati sono stati inseriti in un programma di preparazione gratuita che prevede delle sessioni speciali al’Arena Civica Gianni Brera di Milano, ma soprattutto degli allenamenti con Filippo Tortu, che nel 2021 ha conquistato la medaglia d’oro olimpica nella staffetta 4×100 – una delle gare più indimenticabili nella storia dello sport italiano.
Venerdì 4 aprile si è svolto un momento importante del progetto “Sprint for Good”: quello relativo alla formazione degli allenatori dei Raptors Milano. La giornata di lavori è stata coordinata dalla psicologa dello sport di Fondazione Laureus, Alessandra Stella, ed è stata divisa in due parti; una fondamentalmente teorica e una più attiva, direttamente sulla pista di atletica. Nei giorni precedenti, diversi operatori coinvolti nel progetto hanno parlato delle emozioni vissute lungo l’intero percorso, soprattutto in relazione agli obiettivi raggiunti e a quelli da perseguire: Chiara, insegnante, ha detto che «partire da una scuola come la Iqbal Masiq, che accoglie una grande varietà di ragazzi, è stato significativo: con “Sprint for Good” gli abbiamo dato la possibilità non solo di fare atletica leggera, ma anche di tenersi impegnati in modo sano, di sentirsi realizzati attraverso l’attività fisica. Del resto lo sport e l’istruzione vanno di pari passo, nel senso che entrambi insegnano la vita, a rispettare le regole, ad accettare la sconfitta».
Alessio, uno degli allenatori coinvolti nel progetto, ha raccontato che «fin dall’inizio “Sprint for Good” vuole portare i ragazzi a vivere uno sport bellissimo come l’atletica. I beneficiari sono gli alunni delle scuole medie, quindi delle persone in via di formazione che vivono un’età in cui c’è necessità fisica e psicologica di avere un impegno, ma soprattutto di crescere. Lo sport in queste fasi può essere importantissimo: oggi i ragazzi stanno molto tempo attaccati agli smartphone e così appassiscono, fanno fatica a far sbocciare i loro talenti, quando invece lo sviluppo fisico e atletico deve accompagnarli sempre. Lo sport, in fondo, dà benefici concreti: l’endorfina che va in circolo durante l’allenamento e le gare ti porta a provare una sensazione di benessere, poi si creano amicizie che a volte durano una vita intera. L’atletica è uno sport individuale, ma il supporto che c’è tra chi lo pratica è una parte imprescindibile. Il nostro obiettivo è proprio la costruzione di un gruppo solido, che duri nel tempo. In questo senso Laureus e Undici sono i partner perfetti: nel caso di Laureus, la loro attività sul territorio, il supporto logistico e la competenza in diverse aree hanno avuto e avranno un peso fondamentale; Undici invece ha spunti sempre innovativi e attuali, quindi la loro presenza ci rende molto orgogliosi».
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Anche alcuni dei ragazzi che hanno partecipato alle gare hanno colto perfettamente il senso del progetto “Sprint for Good”: «Siamo qui per metterci alla prova, per capire quanto siamo veloci, anche per fare delle gare naturalmente. Ma siamo qui soprattutto per divertirci con i nostri amici». Ecco, questo è quello che intendevamo quando abbiamo parlato dell’importanza dello sport a livello base, di quanto possa essere un vettore di valori positivi ed esperienze indimenticabili. Questo tipo di impatto esploderà in maniera definitiva in occasione dell’ultimo appuntamento di “Sprint for Good”: il 14 maggio, nello scenario dell’Arena Civica Gianni Brera, si svolgerà un evento che celebrerà i progressi fatti dai ragazzi, ma soprattutto riunirà tutta la comunità creata dalla sinergia tra Fondazione Laureus, Raptors Milano e Rivista Undici. Ci saranno delle gare, verranno assegnati dei premi, ma soprattutto si vivrà un evento sportivo nel senso più puro e più nobile del termine.