Sarà l’aria, sarà il futebol. Ma puntualmente, la primavera lusitana porta in dote nuovi talenti che Porto, Sporting o Benfica – a rotazione, come le stagioni – fanno fiorire prima di esportare a cifre esorbitanti. Da CR7 in poi. L’ultimo nome sul taccuino di mezza Europa è quello di Rodrigo Mora: 18 anni da compiere, baricentro basso, zazzera alla Kakà. E già cinque gol – gli ultimi due consecutivi – con tre assist nella stagione in corso. La prima in Primeira Liga. Da protagonista assoluto del futuro,.
In patria già si spendono i paragoni con João Félix per svariate ragioni. Faccia da bravo ragazzo, estro offensivo a tutto tondo, provenienza dalle giovanili del Porto – con cui, a differenza dell’attaccante rossonero, Mora è arrivato a debuttare – il più giovane di sempre nella storia del calcio professionistico portoghese – illuminando squadra e campionato. I Dragões hanno realizzato con largo anticipo che cos’avevano tra le mani, assicurandosi le sue prestazioni con un ritocco contrattuale blindatissimo già un anno fa: rinnovo fino al 2027, clausola rescissoria fissata a 45 milioni che potrebbero salire a 80 al verificarsi di determinate condizioni – e a giudicare dalle prestazioni, quelle condizioni si stanno verificando.
Torniamo alla parabola dell’ex Chelsea e Atlético, redarguito pure da Walker per il suo egoismo in un siparietto che ben fotografa il momento del Milan. Un confronto simile potrebbe non fare il gioco di Rodrigo Mora (anche perché, a onor del vero, João Félix a 18 anni versava in un hype ancora più stellare, e a posteriori deleterio). Ma va guardato il presente. E cioè una sfilza di giocate fantascientifiche: Troppe cose sorprendono di Mora: controlla il pallone come se avesse la colla sotto le scarpe, è destro di piede ma usa il sinistro con frequenza e tempismo rari per qualunque età, vede linee di passaggio fenomenali, ha senso del gol e della posizione. È alto un metro e 68, ma sopperisce alla scarsa fisicità con tutto il resto. In qualunque posizione da centrocampo in su, preferibilmente sulla trequarti.
Beh, niente male per un 17enne
Il gol segnato all’Estoril domenica scorsa, lo vedete sopra, è la polaroid del suo identikit: dribbling a rientrare sul vertice dell’area, colpo di tacco illuminante a servire un compagno a rimorchio, pallone di ritorno, finta col destro, dribbling e sassata di sinistro. D’accordo che il campionato portoghese non è il massimo della competitività, ma Rodrigo Mora tratta i suoi difensori come birilli. Poi esulta allargando le mani, come a dire: “Com’è possibile?”.
La grande sfida sarà tenere il passo, da adulto nel calcio mondiale. Il caso di João Félix, comunque nel pieno di una carriera di tutto rispetto, dimostra che non è mai facile. Ma come sottolinea Andoni Zubizarreta – oggi ds del Porto, ieri portiere da mille e passa presenze ai tempi di Maradona e Romário: qualche fenomeno l’ha pur visto – «Rodrigo è un ragazzo diverso: sta a noi metterlo a suo agio, sta a lui fare in modo che le possibilità diventino realtà». Dribblando pure il peso delle aspettative.
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