Ammettiamolo, la parata di Milinkovic-Savic su Pedro (in foto) di ieri sera è qualcosa di mai visto. Nnon nel senso di eccezionale, straordinario, proprio di inusuale. Un recupero con tuffo disperato in area dopo un mancato controllo piuttosto goffo. Il 99,9% dei portieri in quella situazione avrebbero lasciato andare l’attaccante spagnolo pur di non causare rigore, sperando in un errore. Invece il 32 del Torino ha pensato fuori dagli schemi, buttandosi a peso morto per strozzare sul nascere il tiro. A Belgrado si dice che i serbi sono tipi da giocarsi i risparmi di una vita sul rosso o il nero della roulette. Ok, magari Milinkovic-Savic non è proprio così, però il mindset è quello. Ecco perché sta diventando uno dei migliori portieri d’Europa. Perché fa tutto quello che si chiede ai numeri uno di oggi, ma in modo diverso.
Per una volta andiamo a ritroso. Non partiamo dalla testa ma dai piedi. I suoi rilanci da qualche anno a questa parte sono diventati un cult del campionato. Si ragiona poco, però, sulla precisione di quei passaggi. Considerando una così ampia gettata, che supera abbondantemente i 50 metri, la sua percentuale di precisione è del 30%, un valore altissimo. Avere un portiere che trova così facilmente gli attaccanti, permette di saltare una se non due linee di pressing e di appoggiarsi subito a centrocampisti che accompagnano l’azione, come Elmas e Casadei. Dal 2020/21 a oggi ha ridotto i metri di ampiezza del suo lancio, da 44.4 a 37.5 metri. Vanoli, infatti, gli chiede di giocare corto più volte, dato che lo sa fare senza errori, anche in situazioni di impostazione dal basso, quando pesca delle buone tracce direttamente sulle mezzali o sugli esterni, cosa che permette di ridurre la pressione su Ricci. Le tante ore in giardino a migliorare la tecnica di base con il fratello Sergej sono servite.
Così come è stato utile il lavoro sull’occupazione della porta, svolto insieme ai preparatori granata Marco Zuccher e Fabio Ronzani. Quando è arrivato in Italia dalla Polonia, Milinkovic-Savic era un portiere istintivo. Tante grandi parate, uscite spericolate, ma anche dei banali errori di posizionamento. I dati delle ultime due stagioni, sotto questo aspetto, sono davvero super. Se si guarda il suo PSxG, (Post-Shot expected goal) ovvero il dato xG filtrato sulla capacità del portiere di fronteggiare una conclusione, si nota una crescita da un +2.8 a un +8.3 stagionale. Per partita, invece, si assesta intorno al +0.3. Già avere un valore positivo, un + davanti, non è comune, immaginate un aumento simile. Certo, i 202 centimetri di altezza aiutano. Quando si distende copre tutta la porta, complice un’apertura alare molto ampia. Molto spesso, però, non ha neanche bisogno di lanciarsi, gli basta partire in anticipo e intuire dove finirà il pallone, al resto ci pensa la sua lunghezza. Su 29 partite in questa Serie A ha collezionato nove clean sheets. Un po’ sotto media rispetto ai 18 con cui aveva chiuso lo scorso campionato, ma è pur vero che è cambiato profondamente il sistema di difendere del Torino che concede di più, ma fa anche molti più gol.
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E poi ci sono i rigori, la sua skill più importante. Che li sapesse parare lo si era capito fin dai tempi della Spal in Serie B, ora però sta diventando praticamente una sentenza. Dei cinque a cui ha dovuto opporsi da agosto fino ad oggi, ne ha neutralizzati quattro, l’80%. Si è messo in tasca scalpi di rigoristi fidati, come Pulisic, Castro, Retegui e Pasalic. Per l’Atalanta si è trasformato in un incubo. Ai bergamaschi ha tolto cinque punti, tre all’andata e due al ritorno. Aggiungendoli ai 58 attuali, la squadra di Gasperini salirebbe a quota 63, a -1 dal Napoli e -4 dall’Inter.
La sua particolare abilità è un mix di intuito e slancio. Raramente parte prima scegliendo un angolo. Aspetta il tiratore fino all’ultimo, guardandolo fisso e cercando di indovinare se il pallone va a destra, a sinistra o parte centralmente. Esattamente quello che i rigoristi temono di più. Per tutti questi motivi Milinkovic-Savic è ormai un portiere da top club. Settimana scorsa era uscita un’indiscrezione secondo cui nel suo contratto ci sarebbe una clausola di 20 milioni di euro. Un prezzo di saldo, soprattutto per il mercato inglese. Il Chelsea, infatti, ci starebbe facendo più di un pensiero.
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