Fatih Terim ha 71 anni ma non vuole saperne di smetterla col calcio

La leggenda del calcio turco, passata anche dal Milan, è ora in Arabia Saudita, alla guida dell'Al Shabab. Dove ha ripreso a fare miracoli.

In Italia ne abbiamo un ricordo un po’ sbiadito, nove mesi alla Fiorentina e una breve avventura al Milan finita in fretta e senza rimpianti, ma in Turchia Fatih Terim è una leggenda. Il suo palmarés è chilometrico: con il Galatasaray ha vinto otto campionati, quattro coppe nazionali e altrettante Supercoppe, ma soprattutto la Coppa Uefa del 2000, il primo trofeo internazionale nella storia del calcio turco. Come se non bastasse, Terim ha guidato la Nazionale turca per tre periodi diversi, centrando la qualificazione agli Europei 1996 e un’incredibile semifinale nell’edizione del 2008. Ci sarebbe tanto altro da dire su di lui, ma a volte basta un soprannome: a Istanbul e in tutto il suo Paese, Terim è chiamato semplicemente l’Imperatore.

Oggi Fatih Terim ha 71 anni, eppure ha ancora voglia di allenare. E per continuare a farlo, ha scelto di andare di nuovo all’estero, per la prima volta fuori dall’Europa calcistica. La grandezza di Terim sta proprio in questo, nell’essere cittadino sopra ogni cielo. E così, dopo la controversa avventura al Panathinaikos, è arrivata un’occasione dalla Saudi Pro League. In particolare all’Al-Shabab FC, il club che in estate doveva essere di Dybala ed è diventato quello di Bonaventura e Nedved, da gennaio nuovo direttore sportivo.

Ebbene, a questo punto viene da chiedersi: come stanno andando le cose? Come al solito, viene da dire: Terim è stato nominato allenatore del mese di febbraio, un riconoscimento ottenuto in seguito alle due vittorie e un pareggio nelle ultime tre partite di campionato, con dieci gol fatti e due soli subiti. È un risultati significativo: l’Al-Shabab avrà anche un ottimo budget, ma resta un gradino sotto ad Al-Nassr, Al-Hilal, Al-Ittihad e Al-Ahly, le big della Saudi Pro League – o meglio: le squadre di proprietà del fondo PIF.

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Da quando è arrivato Terim, l’Al-Shabab ha svoltato: sette vittorie, due pareggi e quattro sconfitte in 13 gare complessive. E ora è sesto in classifica con 43 punti dopo 25 partite. Ma non solo: nella King’s Cup, la coppa nazionale dedicata al re Salman bin Abdulaziz Al Saud, l’Al-Shabab è arrivato fino alla semifinale. Tra lui e il primo titolo negli ultimi dieci anni del club ci sono due partite, ma il primo ostacolo è di quelli durissimi: l’Al-Ittihad di Kanté, Benzema, Fabinho, Diaby e Bergwijn. Le imprese, però, sono la specialità di Fatih Terim.