I tifosi del PSG hanno accolto malissimo Adrien Rabiot, e se la sono presa anche con sua madre

L'ex centrocampista della Juve, per la prima volta al Parco dei Principi da avversario, è stato bersagliato per tutta la partita.

C’era tanta attesa – e cautela – per il ritorno di Adrien Rabiot al Parco dei Principi, per la prima volta da avversario dopo oltre 200 partite e 24 reti con la maglia del PSG. Ebbene, questo ritorno è arrivato nell’ultima giornata di Ligue 1. Ed è stato terribile. Non tanto per il risultato del campo, che ha visto il Marsiglia soccombere per 3-1 – con assist dell’ex Juve nell’unico gol dell’OM. Ma sugli spalti, l’accoglienza riservata all’ex centrocampista della Juventus è andata oltre ogni ragionevole fischio o sfottò. Cori omofobi, striscioni, coreografie organizzate, persino offese nei confronti del padre di Rabiot, morto qualche anno fa: gli ultras parigini, sostenuti dai 47mila presenti, hanno architettato tutto il possibile per rendere un incubo i 90 minuti di Adrien. E pure di sua madre, Veronique Rabiot.

“Tale madre, tale figlio”, recitava lo striscione più riportabile del repertorio. Il resto, insulti sparsi. E scrosciate di “bu” ogni qual volta il classe ’93 s’è ritrovato col pallone tra i piedi. Una situazione che ha sconvolto soprattutto Veronique, storica procuratrice del giocatore. «Sporgerò certamente denuncia», questo il suo annuncio a France Info. «Non capisco perché la partita non sia stata interrotta. Non capisco perché nessuno si scandalizzi. Sono veramente indignata, indignata, indignata per quello che può essere detto o scritto senza che alcuna persona reagisca».

Tra i due club coinvolti, in effetti, la linea comune è stata minimizzare l’accaduto. «Questo è calcio, non tennis o ping-pong», ha risposto Luis Enrique, allenatore del PSG. «Non presto attenzione ai cori, mi concentro sul mio lavoro. C’era l’atmosfera di un Classique, come sempre in queste sfide». E anche Roberto De Zerbi, pari ruolo del Marsiglia, ha sposato la stessa linea: «Tornare qui con la maglia dell’OM, indossando la fascia da capitano (è stata la prima volta, per Rabiot), è stato significativo per Adrien. Un segnale forte e motivante: l’intero stadio l’ha fischiato, ma era normale aspettarsi un’accoglienza del genere per un campione che ha trascorso anni importanti in un club rivale».

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C’è del vero in quel che dice De Zerbi – senza in alcun modo attenuare gli episodi d’inciviltà al Parco dei Principi. Rabiot, seppur dopo cinque anni d’intermezzo juventino, non solo ha deciso di ripartire dalla maglia più ostile al PSG di tutto il panorama francese – che lui stesso in passato aveva giurato di non poter mai indossare per nulla al mondo: di promesse da marinaio il pallone è pieno. Ma agli occhi dei tifosi – e del calcio in generale – rappresenta da sempre un giocatore viziato, condizionato dall’ingombrante presenza della madre-agente e spesso protagonista di un rendimento al di sotto di altissime aspettative.

La sua carriera era iniziata precocemente dallo stesso vivaio parigino, per poi procedere come potenziale simbolo autoctono di lungo periodo del nuovo corso societario. Non è andata così. Dopo sei stagioni al PSG, Rabiot – con lo zampino di Veronique – si rifiuta di firmare un ulteriore rinnovo di contratto: vuole la cessione, punta i piedi, finisce fuori rosa e se ne andrà a parametro zero privando di un importante incasso il club che l’aveva cresciuto. I tifosi non gliel’hanno mai perdonato. Senza bisogno di ritrovarselo anni dopo al Marsiglia.

Alla vigilia del big match, il PSG aveva intrapreso una tiepida attività di sensibilizzazione sui social, invitando i suoi sostentiri a non attuare comportamenti discriminatori. Appello perso nel vuoto. Lo stesso Adrien, con una storia pubblicata sul suo profilo Instagram, ha attaccato duramente i suoi ex tifosi e il presidente del PSG. E ora Veronique Rabiot valuta di procedere per vie legali, senza risparmiare il vecchio club del figlio. In attesa della procuratrice, ci pensa la Federcalcio francese: mercoledì la commissione disciplinare aprirà un procedimento contro il PSG e i suoi ultras. Peggior finale della storia non ci poteva essere.