I parastinchi piccoli stanno diventando una moda

Da Grealish a Kvara, sono tanti i calciatori che, per questioni di comodità, indossano protezioni sempre più ridotte.

Lo abbiamo fatto tutti in quei sabati o domeniche pomeriggio di inizio primavera, nei famosi “primi caldi” che a livello giovanile o dilettantistico incutono terrore. Chi ha giocato a calcio lo sa: a un certo punto, anche solo per sentirsi più leggeri e sfuggire al prurito, ci si abbassa i calzettoni, parastinchi compresi. Nel grande calcio si vede meno, un po’ perché il tessuto delle calze è di alta qualità, un po’ perché i parastinchi sono fatti su misura. Nulla di più lontano da quei granitici pezzi di plastica o cartone granitico indossati quando si scende di categoria. Eppure, da qualche anno la tendenza è cambiata anche nei top campionati: da Kvaratskhelia a Depay passando per Grealish, forse il giocatore che che ha tracciato la moda dei calzettoni abbassati, sono sempre di più gli atleti di primo livello che indossano parastinchi sempre più piccoli..

«Nell’Academy all’Aston Villa, i nostri calzettoni si restringevano in lavatrice», ha raccontato Grealish a Men InBlazers. «Durante gli allenamenti, non riuscivo a metterli sui miei polpacci perché erano troppo piccoli. Così ho cominciato a portarli sotto i polpacci durante gli allenamenti e in quella stagione ho finito per giocare molto bene. Quindi ho fatto lo stesso in partita e mi è rimasta quella superstizione, dato che avevo fatto prestazioni fantastiche».

Ok, Grealish è un giocatore particolarmente superstizioso. Al punto che, per tutta l’ultima annata di Championship con l’Aston Villa, ha giocato con delle scarpe rotte che pensava gli portassero fortuna. Ma il partito dei mini parastinchi sta aumentando. Hanno infatti seguito il suo esempio giocatori come Wirtz, Openda, Dimarco, Alexander-Arnold, Brobbey, Ugarte, Zirkzee, Fermin Lopez e i già citati Kvara e Depay. L’attaccante del Bayern Monaco Micheal Olise li odia così tanto che a novembre scorso, entrando nella sfida di Champions League contro il Psg, ha addirittura dimenticato di indossarli.

Di calciatori con i calzettoni bassi nella storia del pallone ce ne sono sempre stati. Trésor, storico difensore di Olympique Marsiglia e Bordeaux, il campione d’Europa 84′ Bossis e la leggenda tedesca Breitner addirittura si toglievano i parastinchi dopo qualche minuto di partita. Una pratica sparsa, tanto che. come ricorda il sito Degain, la FIFA li ha resi obbligatori dal 1990 in poi. La disposizione della Confederazione mondiale è che debbano coprire tibia e perone, sulla base dei dati che dimostravano come allora l’82,9% degli infortuni riguardava la parte inferiore delle gambe.

I parastinchi sono stati inventati in Inghilterra dal capitano del Nottingham Forest Sam Weller Widdowson all’inizio dell’ultimo ventennio dell’Ottocento, quando il calcio nel Paese stava diventando una cosa seria e pericolosa. Da quei tempi di strada se n’è fatta tanta nello sviluppo tecnologico al servizio dei giocatori, così i parastinchi sono stati fabbricati con i materiali più disparati: cartone, plastica, fibra di carbonio e polipropilene. Eppure il problema della comodità resta. Un sito inglese, traineffective.com, ha condotto un’indagine nel 2023 sui “mini pads”, ovvero i piccolissimi parastinchi resi famosi in Premier League da Maguire e Calvert-Lewin. Dall’inchiesta è emerso come dei supporti più esili potrebbero adattarsi meglio alla struttura ossea senza impattare su tendini e muscoli. Il calcio è cambiato ed è cambiato anche il fisico di chi ci gioca. Per via delle tante ore passate in palestra, la muscolatura si è ingrossata anche in punti periferici come i polpacci. L’abbigliamento sportivo deve quindi andare di pari passo.

Lì dove i parastinchi sono stati prodotti, però, si stanno facendo delle domande. «Non c’è una vera e propria regola su quanto debbano essere grandi e penso che questo abbia in un certo senso reso la questione una zona grigia» ha affermato alla BBC Bob Sangar, il medico dei Wycombe Wanderers, squadra di League One, commentando le dimensione davvero ridotte dei parastinchi di Jack Hinshelwood, centrocampista del Brighton. Finora pochi club hanno preso posizione, anche perché la questione si porta dietro un aspetto commerciale. Molti parastinchi sono infatti brandizzati o legati alla linea di abbigliamento di un giocatore. E negli anni sono divenuti degli oggetti cult, esattamente come jersey o  pantaloncini. Eppure c’è chi è andato contro corrente. Il Whitley Bay FC Junior, società dilettantistica di Tyneside, nel nord-est dell’Inghilterra, ha bandito i mini pads. «Il nostro club non ne permetterà più l’utilizzo, per via della loro protezione insufficiente. Tutti i nostri ragazzi dovranno indossare parastinchi di grande dimensione normali durante gli allenamenti e le partite».