Il legame che unisce il Genoa e il Boca Juniors è un legame unico e irripetibile. Perché molti club di Paesi diversi si sono “uniti” tra loro in seguito alla nascita di un gemellaggio tra tifosi, in seguito a eventi bellissimi oppure tragici. Tra il Grifone e gli Xeneizes, però, l’affinità è di tipo elettivo, nasce e si consolida agli albori del calcio, quindi è una vera e propria questione identitaria: i fondatori del Boca, nato ufficialmente nel 1905, risiedevano in un quartiere, La Boca appunto, in cui c’era una forte presenza di immigrati genovesi e in cui tutti parlavano il genovese. Il Genoa, inoltre, nel 1923 è diventato uno dei primi club europei a fare una tournéè in Sud America e venne accolto in maniera trionfale soprattutto alla Boca; proprio il Boca Juniors si occupò di dare supporto logistico e materiale alla squadra in trasferta.
Ci sarebbe tanto altro da dire. Ci limitiamo a sottolineare che il nickname di chi appartiene al Boca – Xeneizes – deriva proprio dalla parola zeneixe, che identifica un abitante di Genova. Inoltre, se guardiamo alla storia del Genoa, scopriamo che l’Argentina, è la nazione che ha fornito più stranieri in assoluto al club rossoblu (56), e che molti di questi hanno avuto un ruolo importante nella storia del Boca: stiamo parlando di Palacio, Burdisso, Perotti, Roncaglia. E di Mauro Boselli, che i tifosi del Grifone ricordano per uno dei gol più importanti segnati in un derby conto la Sampdoria.
Nel 2025 il Boca festeggia il suo 120esimo compleanno, e così il Genoa ha deciso di omaggiare il suo legame con il club lanciando una maglia che riprende i colori e il design di quella xeneize: fondo blu scuro, fascia orizzontale color oro che la taglia a metà. Insieme al kit, che sarà indossato nella gara contro la Juventus del 29 marzo, il club rossoblu ha lanciato anche una campagna che celebra il tema del doppio, quindi il legame fortissimo che stringe Italia e Argentina, Genova e Buenos Aires, Genoa e Boca Juniors. I ritratti di Sam Alexander Gregg riprendono scene di vita quotidiana genovese in cui si mischiano i colori della maglia con quelli del paesaggio.
E poi c’è un video, prodotto da No Panic Agency e scritto da Gibbo e Lori, in cui zeneixe scrive a uno xeneize, rispolverando la lingua che non parla ormai da tempo e dando vita a un susseguirsi di ricordi che uniscono due popoli divisi da un oceano. E così Genova diventa Buenos Aires, le case colorate di Boccadasse si mischiano così con i colori della Boca, gli idoli d’infanzia hanno lo stesso nome, il mortaio per il pesto gira come la bombilla dentro il mate. L’unico elemento a restare intatto è La Doce, quel dodicesimo uomo in campo che ha reso Genoa e Boca due icone del calcio mondiale.
E non è tutto: il gruppo genovese Free Shots ha lanciato una canzone dal titolo francamente inevitabile, “Dale Boca“, che richiama il coro più famoso tra quelli cantati alla Bombonera – a sua volta ispirato al pezzo “Moliendo Café”, scritto dal cantautore venezuelano Hugo Blanco nel 1958. Insomma, dietro questa nuova maglia da calcio c’è un intero universo di convergenze storiche e culturali, c’è il racconto di un legame che non ha precedenti e non ha eguali, quindi andava celebrato nel miglior modo possibile. Il Genoa, da questo punto di vista, è davvero una garanzia.